Il Policarpo
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La proposta progettuale che la Contrada Capitana dell’Onda presenta al Comune di Siena (piano ingresso e piano interrato) non è semplicemente un’idea architettonica di utilizzo nuovo e diverso di locali liberati dal trasferimento dell’Asilo Policarpo Bandini, rappresenta bensì un progetto culturale e sociale di più ampio respiro e interesse.
Da qui derivano le diverse ma concatenate proposte di utilizzo dei locali dell’ex-asilo Policarpo Bandini, che si sostanziano nelle seguenti Sezioni Museali e spazi polifunzionali
(di cui più avanti si daranno specifiche più approfondite e dettagliate):
1 - una sezione di gessi e sculture dedicata a Giovanni Duprè e ai rapporti con il dibattito artistico coevo;
2 - una sezione dedicata a Policarpo Bandini ed allo sviluppo sociale tra otto e novecento a Siena, con particolare riferimento al territorio della Contrada
3 - la sezione che espone gli Arredi Sacri, il Tesoro della Contrada, i manufatti dell’Arte del Legno;
4 - il laboratorio didattico per i bambini dell’Onda, aperto anche ai bimbi delle consorelle, per educare i giovanissimi tra cultura, tradizione e gioco, usando in modo intelligente il patrimonio storico-artistico e le possibilità ludiche del luogo (il giardino e lo sbocco verso Fontanella e la valle di Porta Giustizia con il futuro percorso pedonale); il laboratorio didattico consente inoltre di mantenere viva la memoria della precedente funzione;
5 - la sala polifunzionale, adeguatamente dotata anche dal punto di vista tecnologico, che ospiterà attività culturali e sociali (presentazione di libri, assemblee pubbliche, incontri a carattere sociale, musicale ecc.);
6 - l’archivio della Contrada, uno dei più ricchi della città, aperto alla consultazione in locali adeguati anche alla conservazione ottimale dei testi, corredati di postazioni informatiche;
Appare da questa prima elencazione come la proposta sia ricca in qualità e consistenza,
solidamente ancorata a quello che già c’è e a quello che si può ottenere con un impegno serio ma non eccezionale; esattamente quello che si vuole:
a- un luogo aperto alla fruizione continua e costante: la sola che produca cultura e educazione.
b- un’offerta della Contrada in grado di attivare altre volontà e possibilità, coinvolgendo altri soggetti interessati a queste prospettive.
E’ chiara l’intenzione di elaborare un progetto di qualità, ricco di contenuti culturali e architettonici, aperto alla collaborazione di altri soggetti ed alla fruizione più ampia, che abbraccia tutti i locali dell’ex asilo e della attuale sede dell’Onda, e non di un semplice, riduttivo, allargamento dell’attuale museo della Contrada; tema che, naturalmente, non è affatto eluso ma affrontato in maniera approfondita con una riflessione profonda sul nuovo museo, sulla sua organizzazione, su come e su dove collocare il prezioso patrimonio della contrada ( paramenti sacri, arte sacra, arredi, dipinti, manufatti in legno, costumi, documenti, ecc. ), sia per la sua ottimale conservazione, sia per la sua valorizzazione ed esposizione.